Risposta a “Lento abbandono” di Massimo Gramellini, Corriere.it, mercoledì 31 maggio 2017

di Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu

In merito all’articolo comparso ieri su Corriere.it dal titolo “Lento Abbandono” a firma di Massimo Gramellini, Maria Pia Ruggieri ha risposto quanto segue, inviando direttamente al giornalista:

Gentile Massimo Gramellini

Le scrivo a nome della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza, che rappresenta circa tremila fra medici e infermieri del pronto soccorso e del 118, dopo aver letto “Lento Abbandono” il suo commento di mercoledì 31 maggio su Corriere.it.

La storia della signora Isabella è terribile, e lo è come tutte le storie dei pazienti con gravi richieste di salute, a cui i medici e gli infermieri in pronto soccorso e in ambulanza non riescono a trovare una soluzione, pur facendo tutto il possibile come professionisti e come persone. L’inchiesta in corso da parte della magistratura farà luce sulla dinamica di questa vicenda, accertando come realmente si sono svolti i fatti e, nel caso, le responsabilità dell’accaduto.

Insieme al profondo cordoglio per i familiari della signora sento però di dover sottolineare con forza che il pronto soccorso è esattamente il contrario di quello che lei descrive nel suo commento: non è il luogo dell’abbandono, ma il luogo dell’accoglienza e dell’ascolto, per tuttti, spesso con fatica e frustrazione di chi ci lavora, ogni giorno dell’anno a qualsiasi ora, anche oltre i limiti dei turni, come lei stesso ha raccontato il 3 febbraio 2016 nella risposta alla lettera “Mia madre al pronto soccorso, e quel bacio” sul settimanale Vanity Fair.

Il nostro Servizio sanitario nazionale dell’emergenza è prezioso, perché aperto a tutti, gratis e sempre accessibile, pur con tutti i suoi difetti, tra cui però l’abbandono nella sofferenza non figura. Se succede che fra un intervento medico e l’altro durante il percorso di cura, i pazienti attendano, per un sovraffollamento endemico che è sempre più necessario risolvere, non si sospende mai il monitoraggio sanitario e anche in quel frangente vengono somministrate le cure del caso; se mancano le barelle, i pazienti vengono curati ugualmente, magari a terra, ma vengono soccorsi.

Il personale fa di tutto, e ancora di più, per alleviare le sofferenze i pazienti, ma talvolta viene sconfitto, altre volte sbaglia, come umanamente accade, altre volte si spaventa e soffre, ma sempre cura e soccorre. E talvolta, sempre più spesso, viene attaccato, verbalmente e fisicamente dai pazienti e dai familiari, per attese che spesso non c’è neppure il tempo di spiegare e a volte anche per l’ineluttabilità di un esito per il quale si deve comunque trovare un colpevole.

 

 

Solidarietà Simeu ad Angelo Fioritti, dimissionario direttore sanitario Usl Bologna

di Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale SIMEU

 

Simeu esprime solidarietà al collega Angelo Fioritti, le cui dimissioni da Direttore sanitario dell’Azienda Usl di Bologna costituiscono l’ultimo capitolo in ordine di tempo della vicenda che vede contrapposti alcuni medici dell’emergenza bolognesi e l’Ordine dei Medici, che li ha sospesi per aver affidato agli infermieri del 118 mansioni peraltro previste dalla riforma regionale dell’emergenza territoriale.

Come Simeu ha già avuto occasione di ribadire più volte, questa vicenda, con i suoi strascichi non tutela gli interessi dei pazienti, che hanno diritto a ricevere le migliori cure nel minor tempo possibile. Il fatto che in seguito a queste polemiche i professionisti coinvolti perdano la serenità necessaria a lavorare tanto da dimettersi in una professione impegnativa, anche umanamente, come quella dell’emergenza sanitaria, è senz’altro una ferita per il sistema sanitario pubblico.

 


Solidarietà Simeu ad Angelo Fioritti, dimissionario direttore sanitario Usl Bologna

di Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale SIMEU

 

Simeu esprime solidarietà al collega Angelo Fioritti, le cui dimissioni da Direttore sanitario dell’Azienda Usl di Bologna costituiscono l’ultimo capitolo in ordine di tempo della vicenda che vede contrapposti alcuni medici dell’emergenza bolognesi e l’Ordine dei Medici, che li ha sospesi per aver affidato agli infermieri del 118 mansioni peraltro previste dalla riforma regionale dell’emergenza territoriale.

Come Simeu ha già avuto occasione di ribadire più volte, questa vicenda, con i suoi strascichi non tutela gli interessi dei pazienti, che hanno diritto a ricevere le migliori cure nel minor tempo possibile. Il fatto che in seguito a queste polemiche i professionisti coinvolti perdano la serenità necessaria a lavorare tanto da dimettersi in una professione impegnativa, anche umanamente, come quella dell’emergenza sanitaria, è senz’altro una ferita per il sistema sanitario pubblico.