In soccorso del sistema di Emergenza-urgenza nazionale

Dall’Accademia dei Direttori una lettera per le istituzioni

I pronto soccorso italiani hanno bisogno di personale sanitario adeguato, per numero e competenze, strutture di emergenza-urgenza realmente organizzate come prevede la normativa più recente e un sistema di monitoraggio del sovraffollamento, considerato come problema di sistema, che coinvolga tutto l’ospedale e il territorio. Sono queste le prime tre richieste dei direttori di Medicina d’emergenza-urgenza italiani, contenute in una Lettera_Aperta inviata a Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, Gualtiero Ricciardi, presidente Iss, Istituto superiore di sanità e Francesco Bevere, direttore generale di Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

Il testo, che elenca in tutto cinque punti critici per garantire ai cittadini la qualità e la sicurezza delle cure, è stato elaborato a conclusione dell’Accademia dei Direttori, organizzata da Simeu e che si è tenuta a Bologna il 18 e 19 settembre scorsi. Ora, raccolte le firme, la lettera è stata inviata alle istituzioni. Hanno firmato i direttori di struttura di Medicina di emergenza urgenza, in un numero che, riportato ai pronto soccorso che ciascuno di loro rappresenta, corrisponde a circa 7 milioni di accessi, dei circa 20 milioni totali in un anno.

Con i cinque punti del messaggio – sottolinea Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeuci rivolgiamo ai decisori, esprimendo richieste e insieme offrendo la collaborazione dei professionisti: il sistema dell’emergenza urgenza in Italia è ancora molto frammentato, con differenze sensibili da regione a regione, ma accomunato da alcuni grandi, annosi problemi che devono trovare una soluzione strategica e comune. A rischio c’è il servizio pubblico dell’emergenza sanitaria, che è sempre più sotto pressione e rischia di esplodere”.

Con L’Accademia dei Direttori, la Società Italiana della Medicina di Emergenza-Urgenza ha convocato per due giorni a Bologna, il 18 e 19 settembre scorsi, gli Stati generali della disciplina: i direttori di Medicina di emergenza urgenza di tutta Italia, insieme ad alcuni dei principali rappresentanti politici del settore, si sono riuniti per un’occasione di confronto, oltre che di formazione, con lo scopo di creare una comunità coesa, per superare le differenze organizzative che ancora caratterizzano i servizi delle nostre regioni e poter così affrontare problemi comuni a tutti e spesso oggetto di cronaca giornalistica.

Emilia Romagna all’avanguardia per l’attenzione alla formazione dei medici

Finanziate 17 borse di studio regionali in Medicina di emergenza-urgenza per il 2017

Nella situazione di penuria di borse di studio in Medicina di emergenza-urgenza rispetto al fabbisogno nazionale stimato, le regioni possono far molto per integrare l’offerta dello Stato. E per il 2017 l’Emilia Romagna si distingue per una particolare attenzione al tema, direttamente collegato con il sovraffollamento endemico che affligge i pronto soccorso nazionali.

La Regione Emilia Romagna ha infatti finanziato 17 borse di studio per la formazione specialistica dei Medici di emergenza-urgenza. Queste si vanno ad aggiungere alle 17 stanziate dal Ministero, portando a 34 il numero di posti per l’accesso alla specialità di Medicina d’Emergenza ed Urgenza in Emilia Romagna per il 2017. L’Emilia risulta quindi la Regione che ha attivato più borse in assoluto per la specialità.

L’arruolamento, il numero e la qualità del personale medico presente nei pronto soccorso e nell’emergenza territoriale nazionale – commenta Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu  influiscono direttamente sulla sicurezza delle cure. È quanto emerso anche durante l’Accademia dei Direttori, organizzata da Simeu a Bologna lo scorso settembre e che ha coinvolto circa 150 direttori di struttura di medicina d’emergenza italiani. L’iniziativa emiliana quindi si traduce in un ‘caso regionale’ importante ed è frutto di una stretta collaborazione tra politica, professionisti e Simeu. Ci auguriamo che si tratti dell’inizio di un percorso che possa coinvolgere anche le altre regioni italiane”.

Il numero complessivo di contratti di formazione medica specialistica per l’anno accademico 2016/2017 è di 6.676; di questi 6.105 sono coperti da borse di studio messe a disposizione dallo Stato, 499 dalle Regioni mentre le restanti 72 da altri enti pubblici o privati. Per la Medicina d’emergenza-urgenza le borse sono: 121 ministeriali, 56 offerte dalle regioni e ancora 4 da altri enti. Il bando nazionale per accedere alle borse di studio in Medicina presso le Scuole di Specializzazione accreditate è pubblicato sul sito del Miur, Ministero per l’Università e per la Ricerca. Il concorso si svolgerà secondo nuove regole valide da quest’anno. Le scuole attivate (e dunque destinatarie di contratti) sono 1.256 su un totale di 1.300 Scuole accreditate, in base alle nuove regole previste dal decreto Miur-Salute entrato in vigore a giugno. La data della prova nazionale è fissata per il 28 novembre.

Accademia dei Direttori: Infarto cardiaco, Ictus, Trauma maggiore e Sepsi, Più del 50% dei casi trattati in pronto soccorso

I dati di un’indagine fra i direttori dell’Accademia ne confermano il ruolo strategico

Più del 50% delle patologie tempo dipendenti passano dal pronto soccorso, ben più di quanto generalmente noto sulla base delle stime ufficiali: si tratta di un enorme volume di attività che riguarda infarto cardiaco, ictus, trauma maggiore e sepsi, tutti casi che arrivano in pronto soccorso e proseguono poi il loro iter clinico nelle diverse discipline. Le altre diagnosi di queste patologie riguardano casi che si verificano mentre il paziente sta già seguendo altri percorsi di cura e quindi non accede all’emergenza.

Il pronto soccorso conferma così il suo ruolo strategico nella gestione di patologie in cui la tempestività dell’intervento di cura è un fattore essenziale.

È quanto emerge da una raccolta dati promossa sa Simeu su un campione di 92 pronto soccorso che rappresentano  circa 5 milioni passaggi all’anno, un quarto del totale nazionale. I dati si riferiscono al 2016 e sono stati proiettati sul totale dei passaggi nazionali. L’indagine si è svolta nell’ambito dell’ Accademia dei Direttori, organizzata a Bologna dalla Società italiana dell’emergenza-urgenza, il 18 e 19 settembre: 150 direttori di dipartimento e struttura complessa della Medicina di emergenza-urgenza dalle diverse regioni d’Italia hanno discusso dei principali temi relativi al pronto soccorso partendo dall’attività concreta e quotidiana dei singoli centri, evidenziando i problemi comuni per ottenere una maggiore efficienza delle cure.

 

I casi tempo dipendenti che passano complessivamente dai pronto soccorso italiani in un anno:

Sepsi: 110.000 casi di PS all’anno; Trauma maggiore (trauma che implica il pericolo di vita del paziente): 78.000 casi; Stroke (Ictus): 102.000; Stemi (Infarto Cardiaco): 72.000 casi.

Il risultato della raccolta dati – spiega Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeusottolinea l’importanza dell’attività di ricerca basata su dati concreti: raccogliendo i dati reali, analizzandoli in dettaglio e valutandone sia aspetti clinici che organizzativi, le società scientifiche possono svolgere un importante servizio per una programmazione sanitaria nazionale sempre più efficace. Nello specifico di questa ricerca, ad esempio i casi di trauma maggiore nei pronto soccorso, risultano essere quattro volte più frequenti rispetto alle stime ufficilai. Si tratteggia così un fenomeno importante e sottovalutato, che va studiato nelle sue cause, per valutare nuove strategie di intervento e migliorare i percorsi di cura.

L’Accademia ha rappresentato un’inedita occasione di confronto e riflessione al termine della quale la comunità dei professionisti ha individuato alcune condizioni indispensabili per la qualità e la sicurezza delle cure in emergenza-urgenza, che saranno oggetto nei prossimi giorni di una lettera per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Simeu ha intitolato questa prima edizione dell’Accademia dei Direttori a Francesco Stea, direttore del pronto soccorso di Bari, tra i principali fautori della Medicina di emergenza in Italia, scomparso nel 2016.

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