XIII Giornata mondiale dell’emofilia: il paziente emofilico in pronto soccorso

“Tempo, appropriatezza e formazione” sono le parole chiave per Simeu per dare la migliore assistenza in PS al paziente emofilico su tutto il territorio nazionale: lo ha ribadito Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza a Roma durante la XIII Giornata mondiale dell’#emofilia, organizzata lunedì 10 aprile da Fedemo, federazione delle associazioni emofilici.

La giornata di quest’anno si è concentrata sulle cure in emergenza. Il paziente emofilico deve immediatamente ricevere l’infusione e successivamente le indagini diagnostiche, perché l’emofilia è una malattia tempo dipendente: prima si infonde il fattore, prima viene scongiurato qualsiasi esito che possa avere importanti o gravi ripercussioni sulla salute della persona. Inoltre, sono notevoli le difficoltà che un paziente emofilico si trova ad affrontare. Deve infatti dichiarare la propria patologia, essere cosciente e avere il farmaco con sé, perché a volte i Pronto Soccorso non hanno a disposizione il fattore di coagulazione.

“Ancora oggi la principale causa di morte negli emofilici è l’emorragia in urgenza (30% dei casi) – ha affermato Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu – per questo motivo la nostra società scientifica è costantemente impegnata nella sensibilizzazione e formazione dei professionisti dell’emergenza-urgenza, medici ed infermieri, affinché il paziente emofilico soccorso in ambulanza e al pronto soccorso possa ricevere le cure migliori nel minor tempo possibile”.

“Abbiamo ideato questa Giornata – ha spiegato il Cristina Cassone, presidente FedEmo – perché sul territorio italiano non esiste un’organizzazione omogenea nella gestione del paziente emofilico. Il panorama delle Regioni all’avanguardia sul tema dell’accettazione Pronto Soccorso è decisamente vasto. Tra queste figura l’Emilia Romagna, dove i Pronto Soccorso sono inseriti nella rete delle Asl: il paziente emofilico è facilmente riconoscibile e viene immediatamente soccorso. Registriamo invece notevoli difficoltà in Sicilia, Campania, Molise e parte della Puglia, insomma, in gran parte delle Regioni del Sud, nelle quali non è presente un’organizzazione capillare, dove non esiste un centro d’eccellenza e dove a volte non si conosce il significato della parola ‘emofilico’ o non si hanno competenze specifiche sulle malattie rare. Ma si tratta delle stesse difficoltà che si trovano ad affrontare i pazienti emofilici di alcune regioni del Centro Nord come, ad esempio, la Lombardia”.

Alla giornata ha partecipato anche Paola Caporaletti, segretario nazionale Simeu, che ha portato l’esperienza della regione Puglia: “La nostra regione – ha affermato Caporaletti – ha aderito con etusiasmo già nel 2014 alla sperimentazione del progetto SaMeDa L.I.F.E.- Safety Medical Database-Local Informed For Emergency : il progetto prevedeva la condivisione di informazioni cliniche tra esperti dei Centri Emofilia e medici della emergenza-urgenza attraverso un braccialetto contenente un supporto informatico che alcuni emofilici disposti a collaborare avrebbero indossato. In emergenza infatti non sempre il paziente può dare indicazioni sulla propria malattia, in particolare in caso di situazioni molto critiche (si pensi ad esempio ad un trauma grave) proprio laddove l’intervento sanitario dovrebbe essere più rapido e preciso. Il braccialetto, arancione, ben identificabile con il simbolo di Asclepios o il logo SaMeDa LIFE avrebbe potuto fornire i dati sanitari utili e “salvavita”, dati clinici inseriti e controllati solo dal Centro Emofilia di riferimento, incluso il farmaco da somministrare, superando le difficoltà di comunicazione tra le varie strutture ed i confini territoriali”.

Fra i relatori anche Fabiola Arancio, medico Simeu di PS dell’ospedale Cannizzaro di Catania sull’esperienza delle’emergenza-urgenza della  Sicilia.

 

Simcup 2017: l’emergenza-urgenza non è un gioco

Prima competizione amatoriale italiana di simulazione medica per specializzandi, Novara 7-8 aprile 2017

@SilviaAlparone

 

Dieci squadre di quattro partecipanti ciascuna (medici d’emergenza, anestesisti, chirurghi, geriatri, pediatri, ginecologi ecc.) si affronteranno nell’arco di due giornate gestendo diversi scenari clinici possibili, che rappresentano globalmente l’attività sanitaria di area critica.

E’ la Simcup Italia, giunta alla sua terza edizione, che si tiene a Novara venerdì 7 e sabato 8 aprile: organizzato dal Centro Simnova dell’Università del Piemonte Orientale, Centro interdipartimentale di didattica innovativa e di simulazione in medicina e professioni sanitarie, Simcup è un evento che utilizza la simulazione e l’elemento ludico della gara come strumenti per la formazione medica.

Durante la prima giornata di venerdì, ciascuna squadra dovrà portare a termine un circuito diviso in dieci tappe, ognuna delle quali è costituita da una stazione in cui si presenta un caso da soccorrere in ps, oppure in ambulanza, in casa, in ospedale: si può trattare di un caso rappresentato da un paziente adulto oppure un bambino, oppure ancora della comunicazione ai familiari del paziente del decesso del loro caro. Ogni tappa si deve concludere in dieci minuti. Al termine, la squadra viene valutata in base a un sistema validato dalla letteratura e poi segue l’analisi del caso. Dopodiché si passa alla stazione successiva, fino alla conclusione del circuito. Le simulazioni sono condotte su manichini di base e avanzati, modelli che riproducono parti anatomiche e simulatori di realtà virtuale, ma anche attori in carne e ossa.

La seconda giornata inizia con l’annuncio delle sei squadre che hanno passato la selezione del girono precedente e con la lectio magistralis di Loredana Bessone, astronauta dell’Esa, European Space Agency e responsabile per conto dell’Agenzia di uno specifico programma di formazione sul “Cave training”. Le squadre affronteranno tre scenari clinici diversi, questa volta però su un palco davanti al pubblico delle altre squadre, anche coloro che non hanno passato la selezione che faranno in questo caso da studenti-spettatori. E in pubblico si terrà anche la parte di debriefing sull’analisi del caso.

Al termine saranno premiate le tre squadre migliori, che rappresenteranno l’Italia ai Simwar 2017 organizzati dall’Eusem, European Society for emergency medicine, il cui presidente è l’italiana Roberta Petrino, presidente anche di Simeu Piemonte.

Negli anni ci siamo resi conto – aggiunge Pier Luigi Ingrassia, direttore di Simnova – che i partecipanti iniziano ad allenarsi già nelle settimane precedenti la competizione, per arrivare preparati. E dal momento che scopo di Simcup è la formazione, la sua efficacia va ben oltre il limite delle due giornate della gara”.

Simcup ha il patrocinio, tra gli altri, anche di Simeu: la sezione Giovani della Società scientifica è responsabile dell’organizzazione e della gestione della simulazione relativa all’ecografia in urgenza.

Tutte le informazioni e il teaser dell’iniziativa sul sito Simcup.

 

 

 

Bologna: gli infermieri e l’emergenza territoriale


La posizione di Simeu sui procedimenti disciplinari decisi dall’Ordine dei Medici

La Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza esprime rammarico e preoccupazione per i provvedimenti disciplinari dell’Ordine dei Medici di Bologna che hanno colpito i colleghi che hanno avallato o elaborato protocolli sanitari in merito alle funzioni e al ruolo degli infermieri dell’emergenza territoriale, agendo nell’interesse dei pazienti e della funzionalità del Ssn.

Sul merito si ricorda che: “In linea con le linee guida internazionali sulla gestione dell’arresto cardiaco e dell’infarto del miocardio, pubblicate nel mese di ottobre 2015 – ribadisce Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu – che raccomandano sempre più un’alleanza tra i sistemi di emergenza territoriale la popolazione generale e una forte integrazione di competenze tra operatori sanitari centrata sul paziente e sulla qualità dell’intervento, Simeu ed Irc hanno elaborato insieme un Policy Statement sul ‘Trattamento farmacologico da parte degli infermieri nell’emergenza territoriale’ nel novembre 2015. Nel documento si sottolinea in particolare che è dimostrato ormai da anni che per aumentare la sopravvivenza dei pazienti affetti da un gruppo ben definito di patologie acute e gravissime è necessario il trattamento precoce sul territorio da parte di personale specificatamente formato e che opera, sotto il coordinamento delle centrali operative, sulla base di algoritmi basati sull’evidenza e condivisi internazionalmente. In Italia esistono numerose e collaudate esperienze che riguardano la gestione precoce sul territorio delle patologie tempo-dipendenti anche da parte di personale infermieristico addestrato e competente. Grazie all’integrazione tecnologica delle centrali operative 118, alle procedure standardizzate e al trattamento farmacologico precoce sul territorio da parte del personale infermieristico autorizzato è stato possibile salvare molte vite. Ci stanno a cuore principalmente la salute e la sicurezza dei cittadini; per questo supportiamo l’approccio multiprofessionale alle emergenze attraverso procedure standardizzate basate sull’evidenza e percorsi di formazione certificata condivisi con la comunità scientifica internazionale”.


On line il nuovo numero di Itjem

@SilviaAlparone

 

E’ uscito il nuovo numero di The Italian Journal of Emergency Medicine, la rivista scientifica di Simeu. Molte le novità del primo numero del 2017, a partire dalla conquista dell’Issn: da quest’anno infatti la rivista possiede un suo codice identificativo, il numero internazionale che identifica le pubblicazioni in serie. L’International standard serial number consente a studenti, ricercatori, specialisti e bibliotecari di riferirsi in maniera precisa a una determinata pubblicazione periodica. Il prossimo passo sarà l’ottenimento del Doi, Digital object identifier, che permetterà, più nello specifico, l’identificazione di ogni articolo pubblicato on line sul sito della rivista, utile per la citazione bibliografica dei singoli contributi.

Le principali novità nell’editoriale del direttore scientifico. Giuliano Bertazzoni.

Puglia: aumentano le aggressioni al personale sanitario

@SilviaAlparone

 

la Federazione degli Ordini dei Medici della Puglia ha recentemente promosso un incontro aperto alla stampa per discutere dell’aumento preoccupante dei casi di aggressioni a danno di personale sanitario, medici e infermieri, che lavorano per il Servizio sanitario nazionale. Dopo il caso della Sicilia, già denunciato anche da Simeu lo scorso gennaio, ora è la Puglia che lancia l’allarme su una situazione generalizzata per il territorio della regione.

In particolare l’Omceo pugliese ha sottolineato la preoccupante situazione legata alla mancata sicurezza delle sedi di guardia medica e dei presidi dell’emergenza ospedaliera. “Continuano a ripetersi – denuncia la Federazione degli ordini della Puglia – gli episodi di violenza che coinvolgono medici della continuità assistenziale o del pronto soccorso. Ultime aggressioni in ordine di tempo, quella di Ascoli Satriano del 30 gennaio scorso e quella di Statte di qualche giorno fa”. E i dati pugliesi confermano che sono i medici donne le principali vittime di questa “mattanza”.

Per il mondo del pronto soccorso era presente Paola Caporaletti, Segretario nazionale Simeu, che ha affermato: “I professionistei dell’emergenza sono fra i più colpiti da questi episodi di violenza. Si tratta di un probelma sottostimato perché non denunciamo le aggressioni, a partire da quelle verbali, che sono diventate progressivamente nel tempo quotidiane manifestazioni della dinamica con i pazienti, in una situazione in costante peggioramento. E non si può parlare sempre di situazioni limite perché particolarmente critiche per le condizioni del paziente: dal primo gennaio ci sono state due aggressioni a due équipe del 118: in entrambi i casi non si trattava di situazioni di particolare gravità, tale da spiegare un particolare stress emotivo dei protagonisti, ma di casi clinicamente non allarmanti, il che racconta bene il livello di conflittualità ormai raggiunto. La situazione è particolarmente esposiva nei pronto soccorso Negli ultimi due mesi del 2016 sono state cinque le aggressioni a Foggia in ps. E altri episodi si sono ripetutti in altre province della Puglia, anche in sedi considerate tranquille”. Paola Caporaletti ha anche ricordato l’impegno di Simeu per l’annuale manifestazione della “Settimana del Pronto Soccorso” in collaborazione con Cittadinazattiva, che ha proprio lo scopo di avvicinare il mondo dell’emergenza sanitaria alla cittadinanza, spiegandone dinamiche e  problemi, alla ricerca di un’alleanza che contrasti la conflittualità dilagante.

Del probelma, sollevato dall’Omceo Puglia ha parlato anche il Tg regionale.