La copertina insanguinata

Il numero di luglio 2014 del BMJ sanguina. Il responsabile è il dabigatran. A scoprirlo un’investigazione clinica sul farmaco resa possibile da documenti originali ottenuti e pubblicati nel contesto di una causa legale intentata nei confronti della casa farmaceutica Boeheringer, produttrice del farmaco, da parte dei familiari di pazienti arruolati nel RELY e deceduti per complicanze emorragiche. […]

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#SIMEU14: Barbara Hogan, presidente EuSEM, al congresso nazionale Simeu di Torino, 6-8 novembre 2014

Il passaggio di consegne per il prossimo congresso Eusem che Simeu organizzerà a Torino, 10-14 ottobre 2015

 

@SilviaAlparone

 

Barbara Hogan, presidente EuSEM

La tavola rotonda inaugurale del congresso di Torino 2014, che si terrà giovedì 6 novembre, alle ore 17.30 nell’Auditorium del Centro Congressi del Lingotto, avrà come ospite d’eccezione Barbara Hogan, presidente dell’Eusem, European society of emergency medicine, il cui congresso annuale si è recentemente tenuto ad Amsterdam, dal 28 settembre al 1° ottobre scorsi. Barbara Hogan è direttore del Dipartimento di emergenza della Asklepios Klinik Altona, di Amburgo, uno dei principali ospedali tedeschi.

Tema della tavola rotonda sarà Il pronto soccorso, riferimento più sociale che sanitario. Parteciperanno fra gli altri, il presidente nazionale Simeu, Gian Alfonso Cibinel; il segretario nazionale Fimmg, Federazione italiana dei medici di medicina generale, Giacomo Milillo; l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta e il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali della Città di Torino, Elide Tisi. Moderatrice della tavola rotonda sarà la giornalista Luisella Costamagna.

Il congresso di Amsterdam, che ha visto la partecipazione di oltre 2.300 professionisti dell’emergenza, provenienti da tutti i Paesi europei, Stati Uniti e paesi non-europei, ha avuto un momento di particolare rilevanza per la delegazione italiana in occasione della premiazione dei migliori abstract inviati al congresso da giovani medici: su dieci lavori selezionati, otto erano italiani, tutti premiati, a testimonianza della qualità professionale dei ricercatori italiani.

Il congresso della Società scientifica europea si è concluso con la cerimonia di passaggio di consegne da Amsterdam a Torino, prossima sede del congresso Eusem, Centro congressi Lingotto, 10 – 14 ottobre 2015. Erano presenti Barbara Hogan, Riccardo Pini, responsabile scientifico del Congresso Eusem 2015 per Simeu, e il presidente della Società scientifica olandese di medicina d’emergenza-urgenza che ha ospitato il congresso di quest’anno.

Per Torino2014, Barbara Hogan parteciperà anche sabato 8 novembre, alla tavola rotonda Cambiamento organizzativo: cambiare tutto per non cambiare nulla? Alle ore 8.30 in Sala 500.

La presenza del presidente Eusem in carica, oltre rimarcare il legame fra Amsterdam2014 e Torino2015, radica il congresso nazionale della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza nel contesto europeo, particolarmente importante per una disciplina relativamente nuova in Italia, che, in questi anni così difficili per tutti i Paesi europei, sta definendo i confini della propria identità professionale.

 

Il programma aggiornato è disponibile sul sito del Congresso Simeu di Torino 2014.

se hai meno di due anni non ti immobilizzo correttamente …!

Illinois, scuolabus coinvolto in incidente

Nel 2013, su Pediatric Emergency care, viene pubblicato un articolo americano dalle conclusioni sconcertanti. Si tratta di uno studio retrospettivo osservazionale, multicentrico che arruola circa 381 bambini suddivisi in tre coorti per età: bimbi da 0 a 2 anni, da 2 a 7 anni e da 8 a 15 anni.

I bambini arruolati nello studio avevano tutti subito un grave trauma contusivo con sospetta lesione cervicale (CSI) e dalla fase preospedaliera venivano inviati nei centri di riferimento.

Prima di addentrarci nello studio vorrei porre l’attenzione a ciò che normalmente possiamo osservare, considerando i mezzi di soccorso che impieghiamo. Molto spesso, almeno nella mia realtà territoriale, le ambulanze in supporto ai mezzi avanzati non hanno dotazioni specifiche per l’immobilizzazione del rachide, in pazienti pediatrici. Spesso vengono utilizzati materiali di ripiego o, ancor peggio, utilizzati devices concepiti per gli adulti, senza alcuna garanzia di funzionamento sul bambino. E’  il caso dei collari cervicali di dimensioni non opportune, barelle spinali sovradimensionate o che non tengono conto del rialzo toracico necessario nei pazienti con meno di due anni di vita. In realtà, in commercio vi sono già da anni prodotti in grado di garantire un’adeguata immobilizzazione del rachide in bambino anche di età inferiore all’anno, ma spesso non vengono considerati dal mondo dei professionisti dell’emergenza territoriale o dal Volontariato.

Un esempio lampante è fornito dai dati raccolti in questo studio retrospettivo.

Lo studio analizza poco meno di 400 pazienti con età inferiore a 16, vittima di traumi chiusi, con sospetto di lesione cervicale (CSI) (confermata dalla necessità di eseguire una radiografia del rachide cervicale) condotti all’interni di 17 dipartimenti di emergenza urgenza americani. I pazienti venivano divisi in tre coorti in base all’età: bimbi da 0 a 2 anni, da 2 a 7 anni e da 8 a 15 anni. Questa scelta è stata fatta dagli autori per tener conto delle differenze anatomiche presenti tra i pazienti.

Gli autori definiscono la full spinal imobilization come l’immobilizzazione ottenuta contemporaneamente dall’impiego del collare cervicale e di un asse spinale rigido. Definiscono no imobilization se non hanno alcun presidio e other imobilization se hanno un solo presidio (solo il collare, o solo un asse spinale o altro sistema).

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Nello studio vengono così arruolati 381 pazienti suddivisi per età. Degli 82 pazienti minori di 2 anni ben 16 hanno una lesione cervicale, 78 pazienti tra 2 e 7 anni hanno CSI e ben 221 bambini tra 8 e 15 hanno CSI.

Ciò che più colpisce è però l’analisi del tipo di immobilizzazione che viene effettuata. Il test di Fisher applicato alle coorti di pazienti identifica una significatività statistica nel tipo di immobilizzazione apportata ai pazienti.

graf

Infatti si nota dal grafico come la completa immobilizzazione del rachide venga effettuata tendenzialmente di più quando il paziente è più grande. Ricordo tuttavia che, seppur le lesioni spinali risultano più rare nei piccoli pazienti con età inferiori a 2 anni, quando queste si verificano sono più gravi e drammatiche !

tabella

 

Dai dati nella tabella si evince come vi sia una differenza statisticamente significativa tra la coorte di bambini con CSI ma età inferiore a 2 anni e bambini tra 8 e 15 anni (P<0,01). In particolare solo nel 38% dei casi i bambini che avevano una lesione spinale cervicale erano stati completamente immobilizzati, contro una percentuale del 79% nei pazienti tra 8 e 15 anni.

Interessante è inoltre notare come se si comparano bambini sotto i due anni di età non si riscontrano differenze nel tipo di immobilizzazione, relativamente alla presenza o meno di CSI !

Perché non immobilizziamo correttamente i bambini sotto i due anni vita ?

La domanda, a mio avviso, trova una riposta nella maggiore difficoltà nell’immobilizzazione dei piccoli pazienti, nella non consuetudine ad affrontare (per fortuna) pazienti così piccoli e nella non conoscenza di devices dedicati all’immobilizzazione pediatrica. Ricordo inoltre che il solo collare cervicale pediatrico, come per l’adulto, non è sufficiente a garantire la stabilità e l’allineamento del rachide cervicale.

Il mio consiglio è cercare strumenti idonei all’immobilizzazione pediatrica e testarli su manichini, esercitandosi sino a rendere la manovra routinaria, al pari della tecnica impiegata nell’adulto.

A puro titolo di esempio si riportano due strumenti testati e di comprovata utilità per l’immobilizzazione pediatrica (Medkids BabyBoard Ferno da 1  a 7 kg  e Pedi-sleeve Ferno da 5 a 27 kg di peso).

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Sono solo esempi di ciò che le aziende del settore possono offrire. Basta cercare, addestrarsi e divulgare la conoscenza. Come tutti noi sappiamo, solo così si fa la differenza.


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Credersi un Dio… Tra paternalismo e consenso informato

   “Mi dai fastidio perché ti credi un Dio.”     “Beh, dovrò pur prendere un modello a cui ispirarmi, no?” Ecco, inizio con una battuta di Woody Allen, perché il post che segue non avrà poi molto spazio per l’umorismo. E’ la descrizione di un caso clinico, come altri pubblicati in questo blog. Ma […]

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Emergenza Ebola: Cibinel all’Ansa “personale pronto soccorso formato per far fronte all’emergenza”

@SilviaAlparone

In una recente intervista con Ansa nazionale, il presidente Simeu, Gian Alfonso Cibinel, ha sottolineato che “i pronto soccorso italiani sono preparati a far fronte a un’eventuale emergenza per casi sospetti da virus Ebola e il protocollo di intervento predisposto dal ministero della Salute è arrivato a tutte le aziende sanitarie”. Nell’intervista, che è stata poi ripresa tra gli altri dai quotidiani La Repubblica e il Sole 24 ore, Cibinel ha precisato tuttavia la criticità di spazi dedicati per l’eventuale isolamento di casi sospetti, spazi che non sono disponibili in tutti i pronto soccorso.

Detto questo, medici e operatori dei pronto soccorso sono formati per far fronte a malattie infettive: “L’allerta è giusta – conclude Gian Alfonso Cibinel, ma non bisogna estremizzare e va sicuramente allentato il clima di paura che si sta diffondendo”.

Metformina, dialisi e la storiella del paracadute

E’ dalla voglia di condividere informazioni e studio che questo post prende vita… e nulla vuole essere se non una pillola di medicina d’urgenza. Per piacere non sparate all’autore, sta facendo il meglio che può! Franca è purtroppo una nostra affezionata ‘cliente’ che spesso viene da noi per trasfondere in urgenza per periodiche anemizzazioni. Ha […]

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